 |
Museo
Etrusco Archeologico
di Chianciano Terme |
Created 1997 by
CTnet
ANTICHITA' ETRUSCHE E
ROMANE A CHIANCIANO TERME
Chianciano Terme sorge su un'alta
collina che domina a occidente la fertile Valdichiana,
già ricordata nella letteratura romana per numerose
produzioni agricole. Presso questa località, in
connessione con l'importante tracciato viario che
collegava l'Etruria settentrionale interna con il mare,
dovette sorgere un centro etrusco abbastanza rilevante,
che doveva svolgere una funzione di controllo su questa
strada, posta lungo la valle dell'Astrone. Un ruolo
importante nello sviluppo di Chianciano etrusca ebbero
anche le numerose sorgenti, che abbondanti sgorgano
presso la città, tanto che la località già nel V
secolo a.C. era sede di un culto di Apollo, a cui in età
ellenistica (III-II secolo a.C.) si affiancò quello di
Diana-Sillene. Nel secolo scorso furono scoperti resti
imponenti pertinenti a statue di bronzo di ottima
fattura. Più recentemente è stato individuato un altro
tempio, posto poco lontano dalla sorgente di Fucoli, per
cui sembra lecito supporre la connessione di questo luogo
di culto con quella fonte salutare. Le numerose tombe
scoperte nelle colline che circondano il moderno centro
urbano, mostrano l'estrema raffinatezza della committenza
etrusca esistente presso Chianciano. Nelle camere ipogee
sono stati rinvenuti vasi di bucchero, ceramiche
importate dalla Grecia e sopratutto alcune delle più
belle statue-cinerario in pietra fetida. Si tratta di due
splendidi monumenti conosciuti con il nome di
Mater-Matuta, per la rappresentazione che fá della
statua una "dea della maternità", e il gruppo
cinerario con defunto accompagnato da un demone alato che
tiene in mano il rotolo dispiegato del destino. Ancora in
età ellenistica le tombe mostrano ricchi corredi e vasi
di bronzo fittili e urne cinerarie in pregiato alabastro.
 |
 |
| Statua
cinerario con defunto |
Mater Matuta |
Negli ultimi anni un
crescente interesse per l'archeologia ha portato
Chianciano Terme alla ribalta delle cronache,
anche per scoperte sensazionali. Nel 1986 erano
stati rinvenuti a breve distanza dalla sorgente
Fucoli i monumentali resti di un
frontone fittile di terracotta con figure 2/3 del
vero squisitamente modellate, nobile espressione
dell'arte del II secolo a.C.. Più recentemente
ricerche sistematiche nella necropoli etrusca in
località "La Pedata", hanno rimesso in
luce una ventina di tombe, di cui una con un bel
soffitto intagliato a cassettoni e dipinto.
Queste sepolture erano per la maggior parte già
state saccheggiate nel secolo scorso, anche se
ognuna di esse ha dato resti più o meno cospicui
dei corredi funerari originali. Una delle tombe
era però sfuggita agli scavi di rapina
ottocentesca ed ha restituito un notevolissimo
corredo vascolare. La tomba è stata
completamente ricostruita all'interno nel Museo e
ne parleremo più dettagliatamente nella
spiegazione dello stesso. |
MUSEO CIVICO ARCHEOLOGICO DELLE
ACQUE DI CHIANCIANO TERME
Il Museo Civico Archeologico di
Chianciano Terme è ospitato in un bell'edificio
all'inizio di Via Dante, di fronte ad una villa
ottocentesca, sede della Biblioteca Comunale,
immediatamente prima del centro storico. Il museo è
strutturato con una serie di sezioni in cui sono
presentate tematiche afferenti alla storia del territorio
di Chianciano.
La prima sezione del museo è dedicata alla necropoli
più importante, non solo del territorio di Chianciano
Terme, ma di tutto l'agro chiusino, situata sul versante
settentrionale della valle dell'Astrone lungo un'antica
direttrice viaria che atttraverso le valli dell'Orcia e
dell'Ombrone collegava Chiusi con il mare. Se il più
cospicuo finora venuto alla luce è quello situato in
località La Pedata, altri lembi di necropoli, relativi
con ogni probabilità allo stesso centro abitato ancora
non identificato, sono stati individuati in località
Morelli, Morellino e Le Piane. Nelle necropoli in
località Morelli sono state rinvenute le tombe più
antiche, databili negli ultimi decenni del VII secolo
a.C:, ma nei dintorni sono stati raccolti anche materiali
relativi ad insediamenti di età romana: recentemente vi
sono state recuperate alcune tombe distrutte di età
arcaica e classica, che hanno restituito vasi di bucchero
decorati a stampo, ceramica etrusco corinzia, vasetti
miniaturistici, etc., ma la scoperta più clamorosa e
quella della tomba principesca di età orientalizzante,
scavata nel 1995, che è stata ricostruita a grandezza
naturale all'interno di questa sezione del Museo.

Tomba del Principe Loc. Morelli - VII
sec.a.C. - Disegno di G. Masci
Questa tomba, situata lungo il
lato meridionale della Vecchia Senese, era presumibilmete
coperta da un tumulo distrutto dai lavori agricoli. La
tomba principesca era costituita da un atrio munito di
celle laterali già violate e da una camera rettangolare
con un tramezzo al centro della parete di fondo, davanti
al quale sopra un risalto del terreno era posta una
colonna, di cui è stato rinvenuto il capitello in
arenaria; poichè la tomba era scavata in un terreno poco
compatto, il tramezzo non ha sostenuto il peso della
copertura in lastre di pietra ( ne rimanevano tracce
dell'imposta sulla parete di fondo), che è crollata,
sigillando la camera e preservando il corredo, pur
danneggiandolo pesantemente. Il
ricchissimo "arredo" della tomba comprendeva un
ossuario di forma globulare composto da un'unica lamina
di bronzo chiuso da un coperchio mediante una centina ed
era ricoperto da una sfoglia d'oro priva di decorazione,
su cui erano deposti due occhi in osso con pupilla in
ambra. Davanti all'ossuario era deposta una trapeza
(tavolo) di lamina di bronzo finemente decorato con
motivi fitomorfi e zoomorfi di gusto orientalizzante,
sopra la trapeza erano deposti dieci vasi in lamina di
bronzo, sei calici e quattro coppe col labbro decorato da
una fila di perle. Dietro l'ossuario era deposto uno
scudo di lamina di bronzo a sbalzo con motivi geometrici.
Il resto del ricco corredo, costituito da una trentina di
vasi di bucchero decorati per lo più a cilindretto, era
deposto nel vano a destra del tramezzo.
Nella stessa
sala sono esposti altri corredi funerari, tra cui
è da segnalare quello della tomba numero 20
della necropoli in località La Pedata contenente
un intero servizio di vasi di bucchero per il
banchetto, alcuni dei quali eccezionalmente
ornati con una decorazione dipinta in rosso e in
bianco. Il corredo comprendeva anche una Kylix
(coppa) attica decorata all'interno con una
figura di gallo di esecuzione assai raffinata e
sull'esterno con un motto in lettere greche, che
può essere tradotto con "salute e
bevi".
|

Kylix (Coppa Attica)
Necropoli della Pedata
|
| L'esposizione dei
materiali delle necropoli di Chianciano Terme
continua al piano semi-interrato del Museo, dove,
all'interno di cinque piccole celle che si aprono
sulle pareti, vi sono alcuni corredi provenienti
da tombe etrusche messe in luce nella necropoli
di Tolle, presso il valico della Foce, tra cui
sono da segnalare alcuni interessantissimi canopi
(ossuari con caratteristiche antropomorfe),
accompagnati da corredi e oggetti di ornamento
personale in bronzo e in ferro. Gli scavi sono
stati condotti nel 1996 dalla Direzione del
Museo, su concessione del Ministero dei Beni
Culturali e Ambientali, ed hanno messo in luce
ottanta sepolture costituite per la maggior parte
da piccole camere ipogee, da ziri, e raramente da
fosse con inumato. Le sepolture si scaglionano
per la maggior parte nel corso del VII secolo
a.C., con alcune attestazioni alla fine del VI e
rare testimonianze riferibili al tardo III secolo
a.C.. L'ampiezza della necropoli e la consistenza
dei materiali finora recuperati confermano
l'esistenza di un ricco potentato locale, forse
localizzabile presso l'attuale fattoria la Foce,
con funzione di controllo del valico,
attraversato da un importante tracciato viario
che collegava le città costiere con l'Etruria
settentrionale interna. |

Canopo
Necropoli di Tolle |
La sala attigua contiene
le collezioni comunali donate al Museo di
Chianciano Terme negli ultimi anni, tra cui
spicca, per importanza, quella dell'Ingegner
Terrosi costituita in massima parte da oggetti
scoperti in massima parte nell'Etruria
meridionale costiera ed in particolare nel
territorio di Vulci, un gruppo di ceramiche a
vernice nera ed alcune statuette fittili
provengono dall'Italia meridionale, mentre pochi
oggetti sona stati rinvenuti nelle necropoli di
Chianciano Terme. Il nucleo più cospicuo della
collezione è rappresentato da numerose ceramiche
di produzione attica di notevole pregio e da un
bel gruppo di oreficerie etrusche di età
orientalizzante e arcaica. Tra queste spiccano,
per la raffinatezza del disegno, una coppa a
figure nere con cervo pascente tra due sirene,
una grande anfora con la figura di Ercole in
combattimento contro le Amazzoni e lo splendido
Stammos a figure rosse raffigurante il ratto di
Tetide. Sul lato principale è la scena di
rapimento della divinità da parte di Peleo, con
efficace caratterizzazione del racconto, e
sull'altro le sorelle Nereidi spaventate attorno
al padre Nereo. Il vaso è opera del pittore di
Syleus. Tra le ceramiche etrusche, oltre ad
alcuni vasi di bucchero, sono da segnalare due
olpai etrusco-corinzie ed una bella anfora con
giovani in corsa opera del pittore di Micali,
attivo a Vulci sullo scorcio del VI secolo a.C..
Meno pregiati, ma di notevole interesse per la
storia del nostro territorio, sono i materiali
donati da Marcello Palazzi provenienti per la
maggior parte dalla zona del Monte di Cetona e di
Sarteano. La collezione comprende diversi
frammenti e alcune ciotole provenienti dall'area
di Belverde, mentre da Sarteano provengono due
ossuari, diversi piccoli vasetti d'impasto,
alcuni vasi di bucchero, pochi esemplari in
ceramica dipinta e alcune fibule di bronzo
recuperate nelle saccheggiate necropoli di Solaia
e dell'Aiola. Altri materiali sono stati scoperti
presso La Foce e in località Morelli presso
Chianciano Terme.
I materiali della collezione Secchi Tarugi, che
effettuò nel 1960 una breve campagna di scavo in
località Casa al Vento a 685 s.l.m. tra
Montepulciano e Chianciano Terme, mettendo in
luce un lungo tratto delle mura in blocchi di
pietra pertinenti ad un insediamento fortificato
situato sulla sommità della collina, già
parzialmente indagato nel secolo scorso da
L.Mieli, proprietario del luogo, il quale aveva
riportato alla luce i resti di alcuni edifici e
due pozzi molto profondi, in cui erano stati
rinvenuti alcuni bronzetti schematici del II
secolo a.C., frammenti di antefisse a testa di
gorgone e a maschera silenica, numerose ceramiche
a vernice nera e pesi da telaio: Fu inoltre
recuperato il corredo di una sepoltura a ziro e
solo parzialmente quello di una piccola tomba a
camera confermando lo stretto legame di questa
località con l'area chiusina.
Un altro piccolo gruppo di oggetti, esposti in
questa sala, provengono dalla donazione della
Signora Casini tra i quali la bella ansa di
bronzo proveniente da Chianciano, mentre gli
altri materiali sono tipici di tombe dell'Etruria
meridionale, tra questi di notevole interesse,
l'olla stamnoide decorata a cilindretto.
Altri materiali sono presenti nelle collezioni
comunali tra i quali quelli della raccolta di
Ottavio Simoneschi, pervenuti con l'acquisto
della villa omonima. E' da segnalare un piccolo
corredo ceramico pertinente ad una tonba della
fine del VII secolo a.C., scoperta in alcuni
terreni lungo la strada denominata Vecchia
Senese. |

Collezione Terrosi
Oinochoe di bucchero

Collezione Terrosi
Anfora attica

Collezione Terrosi
Orecchini d'oro

Donazione Casini
Ansa di oinochoe in bronzo
|
La seconda sezione
accoglie la ricostruzione di due ambienti della
fattoria tardo-etrusca di Poggio Bacherina
(III-II sec.a.C.), destinati alla produzione e
alla conservazione del vino contenuto all'interno
di grandi dolia allineati lungo le pareti della
cella vinaria, rigorosamente ubicata sul lato
settentrionale dell'insediamento, come
consigliavano le fonti agronomiche antiche, in
quanto i venti freddi del Nord favorivano una
migliore conservazione.
Nella contigua terza sezione è esposta la testa
virile barbata, II sec. a.C., rinvenuta a poca
distanza dalla sorgente salutare de "I
Fucoli" situata lungo la valle del torrente
Astrone, cioè lungo la via di comunicazione che
collegava Chiusi con il mare. La decorazione
ornava un edificio sacro in materiale deperibile,
forse dedicato ad una divinità salutare connessa
alla vicina fonte. Gli scavi hanno permesso di
recuperare alcune statue e il bellissimo
acroterio laterale costituito da una figura di
genio femminile alato (immagine di presentazione
del Museo). Il genio, modellato a rilievo, è
raffigurato nell'atto di spiccare il volo verso
destra con un Kantharos nella
mano sinistra abbassata e la destra accostata al
volto in un gesto di sorpresa o allarme. La
figura è nuda, con un mantello drappeggiato sul
braccio destro, che, passandole dietro il busto,
le si avvolge attorno alla gamba sinistra; ha un
diadema alato, orecchini con pendente, una
collana con pendenti a goccia, armille alle
braccia e calzari ai piedi.
Nelle altre vetrine sono presentati altri
materiali dello stesso complesso, tra cui alcuni
oggetti culturali, bronzetti e per i sacrifici. |

Testa virile barbata
Tempio dei Fucoli |
L' ultima sezione è dedicata
ai monumenti di età romana esistente nel territorio di
Chianciano Terme: una monumentale cisterna conosciuta con
il nome di "Camerelle" e il monumentale
complesso termale in corso di scavo nella centralissima
località di "Mezzomiglio".
La collina occupata dalla cisterna romana delle
"Camerelle" era sede di una piccola necropoli
etrusca con tombe a loculo, già individuata nel secolo
scorso. Le ricerche intrapprese nel 1985 hanno consentito
di mettere in luce una di queste sepolture databile alla
fine del III e decenni iniziali del II secolo a.C.,
distrutta dai lavori agricoli.
In località "Mezzomiglio", in pieno centro di
Chianciano Terme, è in fase di scavo, condotto
dall'Università americana dell'Arizona, un piccolo
edificio ad uso termale orientato ad est, composto da
più ambienti fra cui sono identificabili con certezza
due piccole vasche: una di forma semi-circolare e l'altra
di forma quadrata. Il complesso termale, di notevoli
dimensioni, sembra databile al II secolo a.C..
| |
Museo
Civico Archeologico
delle Acque
Viale
Dante
53042 - Chianciano Terme (SI)
Tel. 0578 30471
E-mail:
museoetrusco@libero.it |
|
 |
|
| |
Orario di
apertura:
da Pasqua al 04/11 ore10:00-13:00 - 16:00-19:00
Chiuso il Lunedi
Altri periodi:
sabato e domenica ore 10:00 -13:00 - 16:00 19:00
altri giorni aperto su prenotazione per gruppi
(Min. 25 persone)

|
|
|